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L'intervista

Marco Toscano, il nuovo segretario della Cgil di Bergamo paladino del lavoro povero

Ha 43 anni ed è laureato in filosofia. Già responsabile del sindacato Nidil per i lavoratori atipici, è stato eletto con un plebiscito: 90 voti su 96

Marco Toscano, il nuovo segretario della Cgil di Bergamo paladino del lavoro povero
Persone Bergamo, 21 Gennaio 2023 ore 09:16

di Luigi de Martino

«Abbiamo di fronte a noi anni in cui i temi principali saranno quelli del salario e del lavoro povero. Dobbiamo batterci per i contratti nazionali, ma anche di secondo livello e integrativi. E per la stabilizzazione dei posti di lavoro». Marco Toscano si è presentato così all’assemblea che lo ha eletto nuovo segretario generale della Cgil di Bergamo, con 90 voti su 96 votanti.

Quarantatré anni, laureato in filosofia alla statale di Milano (con un dottorato in epistemologia della complessità), abita a Bergamo, è sposato e appassionato di montagna.

Toscano, per la Cgil bergamasca la sua elezione è una svolta?

«In che senso?».

Perché lei è uno dei più giovani segretari generali d’Italia e perché è stato segretario della Nidil-Cgil, la categoria sindacale che rappresenta e tutela i lavoratori atipici (somministrati, collaboratori, autonomi) e anche i disoccupati. Insomma, non ha guidato la Fiom...

«Il lavoro atipico era ed è ancora la frontiera dell’occupazione. La caratteristica comune di tutte le “nuove” tipologie contrattuali - che peraltro nel tempo variano perché il legislatore agisce frequentemente - è che non garantiscono un lavoro sicuro. Lavori precari, a tempo determinato, sono ormai la regola».

I dati dei primi nove mesi del 2022 mostrano un aumento delle assunzioni a tempo indeterminato in Bergamasca.

«Ma il tema del precariato resta. Bisogna costruire percorsi che il più rapidamente possibile portino le persone ad avere un lavoro stabile. Perché i tempi possono anche cambiare, ma il bisogno di una ragazza o di un ragazzo di iniziare a lavorare per non dipendere dalla famiglia, di andare a vivere per conto proprio, di immaginare un futuro, sono gli stessi di sempre. E se mi trovo in una spirale di precariato, perché passo da un contratto a tempo determinato all’altro, tutto diventa difficile».

Eleggendo lei la Cgil è come se fosse entrata nel presente del lavoro. I sindacati sono spesso percepiti come i garanti dei pensionati, non dei giovani.

«In realtà la Cgil ha sempre avuto grande attenzione a questi temi. Sono entrato da giovanissimo e mi sono occupato di politiche giovanili, di come avvicinare i giovani lavoratori, di contratti atipici, e i leader, Bresciani prima e Peracchi poi, mi hanno sempre dato un’enorme fiducia. Anche la costruzione di una rappresentanza tra le partite Iva (non i grandi professionisti) nasce attraverso Nidil. Insieme ad altri soggetti del territorio, dalle Acli ad Aeper, abbiamo messo in piedi il progetto patchwork, spazi di coworking per partite Iva appena nate che non riescono ancora a pagarsi un ufficio».

Bergamo sul piano del lavoro è ancora una provincia a vocazione manifatturiera.

«Sì, meccanica, gommaplastica, chimica ed edilizia sono i pilastri. Ora c’è questo boom della logistica nella Bassa che porta lavoro e benessere, ma va gestito (...)

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