Corsa alla presidenza

Prove di grande inciucio per portare Pasquale Gandolfi alla guida della Provincia

Il sindaco di Treviolo, proposto dal Pd, ha già raccolto il gradimento di Forza Italia e di un importante esponente di Fratelli d'Italia (ma il partito smentisce)

Prove di grande inciucio per portare Pasquale Gandolfi alla guida della Provincia
Politica 11 Settembre 2021 ore 09:13

di Wainer Preda

Per ora lavorano in maniera sotterranea. Ma si stanno già muovendo. Per il prossimo bersaglio grosso. Che, a differenza di quanto potrebbe sembrare, per i partiti e le segreterie bergamasche non sono le vicine elezioni Comunali, bensì le Provinciali di fine anno. Quello di ottobre è un appuntamento importante, per carità. Vanno al voto 38 Comuni bergamaschi. Anche grossi: Treviglio, Caravaggio, Ponte San Pietro. In tutto, 155 mila persone. Tuttavia le segreterie vedono questo passaggio elettorale come “strumentale”, a quel che accadrà dopo. Ovvero, all’elezione del presidente della Provincia, che interessa decisamente di più. Per un semplice motivo: accaparrarsi lo scranno più alto di via Tasso, nonostante il ruolo sminuito dell’ente, significa sedersi al tavolo delle decisioni e delle nomine che contano, dalle società partecipate in su.

Per eleggere il presidente, però, occorre avere nel proprio canestro un numero consistente di sindaci e amministratori comunali. Più un partito ne ha, più avrà la possibilità d’imporre il suo candidato. In alternativa, sarà costretto a trovare accordi con gli avversari, come già accaduto in passato.

In quest’ottica, il Pd è centrale. Da solo non può vincere. Ma senza di lui non si fa il presidente. Dunque nelle scorse settimane ha deciso di giocare d’anticipo, anche se sotto traccia. Su un nome preciso: quello di Pasquale Gandolfi. Il sindaco di Treviolo, ex vicepresidente della Provincia, vicino a Matteo Rossi, è il candidato attorno al quale si starebbe costruendo un’operazione di convergenza fra più forze politiche. Una sorta di “grande coalizione”, ancor più larga di quella nazionale, che risponde al grido di «meglio esserci che stare a guardare». Con questa operazione il segretario provinciale, Davide Casati, conta di far crescere la presenza del Partito Democratico nelle istituzioni, dopo averlo rafforzato sul territorio (difficile che Gori si opponga a una candidatura Pd).

Nelle scorse settimane, ci sarebbero stati abboccamenti con Forza Italia. Gli azzurri avrebbero assicurato il loro appoggio. Medesimo sostegno sarebbe arrivato anche da un importante esponente di Fratelli d’Italia, intento a riguadagnare posizioni con i suoi sindaci. Ora, che Fdi vada a braccetto con i dem su un candidato dem può stridere. Qualcuno storcerà anche il naso. I nostalgici di destra e sinistra rischiano addirittura il travaso di bile. E infatti i coordinatori provinciali Daniele Zucchinali e Giuliano Verdi con il consigliere provinciale Demis Todeschini hanno subito smentito, dicendo che stanno «lavorando da tempo affinché il centrodestra presenti un candidato unitario».

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