Le prima parole

Sofia Goggia, dopo la caduta il coraggio di rialzarsi e guardare avanti per ripartire

Cadendo a Garmisch si è fratturata il piatto tibiale destro. Dovrà dire addio ai Mondiali di Cortina in programma da lunedì prossimo

Sofia Goggia, dopo la caduta il coraggio di rialzarsi e guardare avanti per ripartire
Sport Bergamo, 02 Febbraio 2021 ore 09:42

La caduta a Garmisch e la frattura del piatto tibiale destro sono arrivati forse nel momento migliore della stagione per Sofia Goggia, costandole l’addio prematuro ai Mondiali di Cortina in programma da lunedì prossimo (8 febbraio). Un duro colpo, arrivato su una pista dove già l’anno scorso si era provocata la una frattura scomposta del radio del braccio sinistro mettendo fine anzitempo alle competizioni.

Oltre al dolore, però, c’è a volontà di guardare al futuro, mettendosi al lavoro per rimettersi in forma in vista della prossima stagione. È la stessa ventottenne finanziera bergamasca a scriverlo, con un messaggio affidato alle sue pagine social (gli stessi su cui l’amica Michela Moioli aveva condiviso un bellissimo messaggio a lei rivolto). «Dopo trenta ore credo di avere finito le lacrime ma il tremendo dolore – scrive Sofia Goggia -, misto all’enorme dispiacere, rimane dentro di me forte, fortissimo, assieme a un cuore che continua a dimenarsi, urlando e gridando tacitamente».

Ma «è solo guardando in là – aggiunge -, alzando lo sguardo, focalizzando le cose oltre la nostra visuale che si può vivere, e per quanto io sia lontana fisicamente da quello che può inquadrare quell’obbiettivo, cerco di metterlo a fuoco e di inseguirlo. Per ripartire, per continuare imperterrita nel percorso. Per andare avanti, perché bisogna farlo».

La campionessa bergamasca ritorna poi sulla sensazione di impotenza provata in pista nel momento in cui ha capito che la stagione era finita. «È lo sguardo del mio skiman che non riuscivo a sostenere pensando al sogno spezzato, ma è anche l’amore delle mie compagne quando mi hanno circondata in un abbraccio di gruppo tutte insieme nella reception dell’hotel prima che tornassi in Italia: prendo tutto e lo porto con me».

«Le cose vanno come devono andare per destino, coincidenze e scelte – conclude Sofia Goggia -. Voglio pensare che nulla, nulla accada mai per caso e che tutto contribuisca al compimento del disegno di ognuno di noi: è sempre stato così, e lo sarà ancora. Ci vuole coraggio, e ora è necessario metterlo in campo».

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