Belle parole

La lettera d’amore (e di speranza) che una guida turistica ha dedicato a Bergamo

La lettera d’amore (e di speranza) che una guida turistica ha dedicato a Bergamo
Bergamo, 11 Marzo 2020 ore 12:35

Stiamo attraversando un momento senza precedenti, difficile per ognuno di noi, privati giustamente della libertà di poterci spostare liberamente in città per evitare di essere contagiati o veicoli noi stessi del Coronavirus. Medici, infermieri, tutti gli operatori sanitari ci stanno chiedendo aiuto nel cercare di contenere e arrestare il numero in crescita delle persone ricoverate negli ospedali a causa del Covid-19, altrimenti non riusciranno a garantire ad ognuno le cure di cui ha bisogno. In queste giornate tristi, che trascorriamo in casa lontani da amici e dalle persone a noi care, un messaggio di speranza ci arriva da Nadia Mangili, alias “La Margì”, una guida turistica della città che ha voluto scrivere una lettera a Bergamo e che pubblichiamo integralmente:

«Cara Bergamo, ti scrivo, così mi distraggo un po’… Oggi fa più caldo del solito e sto facendo colazione con le finestre aperte, con vista sulle colline di fronte a me. Che bella che sei anche vista da qui! C’è un silenzio surreale, quel silenzio che qui normalmente si sente solo tra le 8.30 e le 9.00 del mattino, quando tutti i ragazzi sono a scuola e tutti gli altri sono al lavoro. Io sono spesso a casa a quell’ora e quel silenzio ho imparato ad amarlo: è come se per un attimo io fossi sola in questo quartiere a godere del panorama. Ora quel silenzio dura tutto il giorno. E non credo di amarlo.

Ieri alcuni Bergamaschi mi hanno mandato degli scatti di te, delle tue mura, delle tue vie, totalmente vuote: sono usciti di casa perchè si sentivano soffocare, sono andati a camminare dove sapevano che avrebbero trovato silenzio, solitudine, ma anche bellezza, la tua. E non ti nego che vedendoti così spoglia mi son commossa, per l’ennesima volta in questi giorni: ho pensato alle domeniche primaverili in cui Città Alta esplode, quando le code per salire con la funicolare arrivano alla Galleria, ho pensato ai ristoranti stracolmi, alla Corsarola che è un fiume di persone, di famiglie, di passeggini, di viaggiatori stranieri, di cagnolini, di gelati, di tranci di pizza… Ecco. Non mi lamenterò mai più di queste giornate, te lo prometto.

Mi hanno scritto e chiamato in tanti in questi giorni: amici, familiari, collaboratori, ma soprattutto tantissimi viaggiatori – soprattutto Bergamaschi – che ti hanno visitato tempo fa o che bramano dalla voglia di conoscerti sempre di più. Come tante professioni, anche la mia è tra le più colpite in questo periodo.

Ieri mi son svegliata nel cuore della notte – l’insonnia mi sta facendo compagnia – e mi son ritrovata un sms di Laura, una mia viaggiatrice dell’Illinois, conosciuta lo scorso autunno mentre si trovava con suo marito e una coppia di amici proprio tra le tue vie in Città Alta. Ha saputo delle tue ferite e delle difficoltà che stai attraversando, hanno voluto far sentire l’affetto che provano per te e mi hanno promesso che parleranno di te e del tuo incanto a tutti i loro amici, per spronarli a tornare in Italia a conoscerti per quella che sei: una sorpresa bellissima.

Dieci giorni fa, quando si intravedevano solo le prime avvisaglie di quello che poi è diventato questo incubo, pensavo a Lodi, a una cittadina che perdeva di giorno in giorno la sua essenza, il suo essere un luogo stupendo, un borgo storico, una delle tante perle italiane, per di più fuori dai circuiti turistici tradizionali. Pensavo a quanti si sarebbero rifiutati in futuro di andare a visitare le sue meraviglie, perchè gli strascichi di tutta questa storia ci saranno e saranno lunghi. E dentro di me pensavo a cosa avrei potuto fare, io, guida turistica, nel mio piccolo: nel mio quadernino delle idee ho iniziato a progettare un tour di Lodi, una gita con i tanti Bergamaschi che mi seguono durante le mie visite e che si fidano delle mie proposte. Mi immaginavo una domenica pomeriggio, tutti insieme, mentre visitavamo il Duomo, il Tempio dell’Incoronata, la tomba di Ada Negri.

E poi la situazione ci è sfuggita di mano, e ora su quel quadernino mi son ritrovata a scrivere decine e decine di nuovi tour, idee alternative, curiosità che vorrei raccontare a tutto il mondo: non escludo un tour di Lodi, ma quel che è certo è che per te, Bergamo, devo, anzi voglio, rimboccarmi le maniche e so che passerà la tua fama di focolaio, e tornerai ad essere la splendida città dai due volti, dal tuo passato immutato sul colle, dalle viuzze strette colme di viaggiatori. Tornerai a splendere in una domenica di sole.

Con tanto affetto, la Margì

Guida per viaggiatori a Bergamo»

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