Escursione per tutti

Conca dei Campelli, è il momento giusto per andarci

Al confine tra la Val di Scalve e la Val Camonica, in un ambiente tra i più solitari e riservati delle nostre montagne, si adagia questo altopiano a cui fa da corona una catena di montagne, severe e dirupate.

Conca dei Campelli, è il momento giusto per andarci
Val Seriana, 03 Gennaio 2020 ore 18:11

Al confine tra la Val di Scalve e la Val Camonica, in un ambiente tra i più solitari e riservati delle nostre montagne, si adagia un altopiano conosciuto dagli scalvini come Conca dei Campelli. Una zona a cui fa da corona una catena di montagne, severe e dirupate, che si innalzano a guardia della vallata. E che da sempre rappresenta un Paradiso per ciaspolatori, scialpinisti e trekker. Ma è anche il luogo perfetto per le famiglie, che possono concedersi una giornata sulla neve senza pericoli, tra le bellezze dell’altopiano e l’accoglienza dei rifugi presenti.

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La partenza. L’escursione vede la sua partenza dalla località Fondi di Schilpario, al limite delle nostre Alpi Orobie. Tra questi bianchi pendii convivono tranquillamente ciaspolatori, scialpinisti ed escursionisti, attratti dalle meraviglie che l’altopiano regala durante la stagione invernale. Attraversato il paese, proseguiamo lungo la strada del Vivione, ora completamente innevata, fino a raggiungere i parcheggi a pagamento ricavati tra le muraglie di neve. Inizia qua la nostra escursione, inizialmente lungo la strada carrozzabile che risale i pendii innevati tra baite e casolari. Tutto è ricoperto dal bianco mantello e a ogni passo la neve aumenta sempre più, ricoprendo quella che, durante la stagione estiva, è una strada piena di vita e persone. Se abbiamo ciaspole o sci ai piedi, possiamo seguire le tracce che tagliano i tornanti, oppure possiamo concederci una passeggiata lungo la carrabile colma di neve e battuta ogni giorni dai tanti escursionisti che raggiungono questa bellissima zona.

La Conca dei Campelli. Un’ora di facile cammino e raggiungiamo il rifugio Cimon della Bagozza (m.1600). La struttura, ex baracca di minatori, è gestita da oltre vent’anni da Silvio Visini ed è aperta tutti i giorni, estate e inverno (per informazioni: 3493016270). Una tappa per un caffè e una fetta di torta sono quasi un obbligo. All’ingresso troviamo una stufa centenaria sempre accesa, mentre un cartello posto all’esterno della struttura ricorda che al Bagozza troveremo sempre della «polenta e chél che ghè». Abbandonato il tepore del rifugio (e i suoi profumi), possiamo continuare la nostra escursione. Il tracciato, sempre ben battuto, continua alternando facili salite a tratti in falsopiano. Metro dopo metro, il panorama si apre sulle montagne, tra le quali spicca il Cimone della Bagozza. Con calma, gustando la meraviglia offerta dal paesaggio, raggiungiamo la Madonnina dei Campelli, simbolo di questa valle. Alla nostra destra una traccia scende per poi risalire ripida in direzione del Cimone, montagna che in questa stagione è relegata ai soli alpinisti. La ignoriamo e continuiamo sul tracciato principale. Se siamo partiti di primo mattino il sole inizierà a fare capolino dalle montagne mostrando, tra riflessi e luccichii, tutte le meraviglie della conca.

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Al rifugio Campione. «Solo del bianco a cui badare» scriveva, nel 1878, Arthur Rimbaud durante il transito dal Passo di San Gottardo. Sono le parole esatte per descrivere il “foglio bianco” che si presenta davanti ai nostri occhi. Siamo in un ambiente spettacolare, dove neve e sole dipingono paesaggi mozzafiato. La traccia continua e sale in direzione del passo omonimo. È l’ultimo sforzo, ma sarà ampiamente ripagato una volta conquistato il valico. Siamo al confine con la Val Camonica e, proprio davanti a noi, appare la sua corona alpina, dove tra tutte le vette spicca maestoso il monte Adamello, inconfondibile per la sua tipica sagoma. Siamo arrivati fino a qua e vale la pena continuare per qualche centinaio di metri fino al rifugio Campione, posto a 1879 metri di quota. La struttura si trova sul confine tra la Val di Scalve e la Val Camonica, tra i comuni di Schilpario, Cerveno, Ono San Pietro, Capo di Ponte e Paisco. Il rifugio è aperto tutti i weekend nella stagione invernale, per la gioia degli escursionisti che raggiungono questo luogo da favola. Per informazioni e prenotazioni: 3472571167.

Le montagne più belle. Scialpinisti e ciaspolatori, se dotati dell’attrezzatura idonea e se le condizioni lo permettono, possono cimentarsi nell’ascesa alle vicine vette. La prima montagna raggiungibile è il Monte Gardena, posto poco lontano dal rifugio Bagozza. Se invece ci spostiamo in prossimità del rifugio Campione troviamo la cima del monte Campioncino, accessibile dalla struttura in circa 15 minuti. L’ascesa alla montagna non è comunque da sottovalutare, spesso sono necessari piccozza e ramponi per guadagnare la ripida vetta, dove, a metri 2100, troviamo una croce in ferro e un ampio panorama sulle valli sottostanti. Più impegnativa e riservata agli esperti è invece la cima del Monte Campione, posta a dirimpetto del fratello minore Campioncino e alta 2172 metri. Un’ultima menzione va al Cimone della Bagozza, montagna a guardia della Conca dei Campelli. La via normale di salita è alla portata degli escursionisti esperti, ma solo nella stagione estiva. Nella stagione invernale la neve ricopre i versanti settentrionali del monte, rendendo l’ascesa riservata ai soli alpinisti. Basta uno sguardo per cogliere la bellezza e la difficoltà di questa montagna, che nel 1934 ha attirato, lungo il suo spigolo nord, il famoso alpinista Riccardo Cassin. Una via con difficoltà fino al VI grado porta ancora oggi il suo nome.

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Conclusioni. La Conca dei Campelli è un paradiso incontaminato nel cuore della Val di Scalve. Gli amanti della montagna troveranno un tesoro incastonato tra montagne e boschi, con percorsi perfetti che possono accontentare tutti gli amanti della montagna in veste invernale. L’escursione descritta, fino al rifugio Campione e alla cima del Monte Campioncino, richiede circa cinque ore di cammino (andata e ritorno) che possono aumentare a seconda delle condizioni dei tracciati e dell’innevamento. Il dislivello positivo è di circa 900 metri, per una lunghezza totale di 18 km. Si ricorda che tutte le escursioni in ambiente innevato devono essere effettuate con la dovuta attrezzatura e le condizioni meteo idonee.

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