Lingua madre

Tutte le gradazioni del “bröt” (brutto) e del “grass” (grasso) in bergamasco: vietato toccarla piano...

Il nostro dialetto non contempla giudizi sfumati. Attenti all’uso

Tutte le gradazioni del “bröt” (brutto) e del “grass” (grasso) in bergamasco: vietato toccarla piano...
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di Ezio Foresti*

La nostra lingua è calda, emotiva, sintetica, espressiva e via discorrendo. Ma non è certo delicata. In tempi in cui ogni termine deve essere accuratamente soppesato, per non urtare la suscettibilità di nessuno, il bergamasco mantiene un’icastica capacità descrittiva che rende praticamente impossibile l’utilizzo di perifrasi e giudizi sfumati.

Basti pensare alla crudezza con cui sono definiti gli aspetti fisici devianti dalla norma: altro che body shaming, se ci esprimiamo con i termini della tradizione, rischiamo di essere crudelmente offensivi. Elenchiamo quindi alcune di queste locuzioni, con l’avvertenza di non usarle se non in contesti di ricerca lessicale.

Le persone di un certo peso vengono definite con il classico grass impastàt, che non ha bisogno di spiegazioni. C’è anche la ruvida similitudine grass cóme ü porsèl, o l’ardita costruzione grass che l’völ isciopà, a indicare una pericolosa tendenza all’esplosione. Più tenue il paragone grass cóme ü balì d’böter, che allude anche alla morbidezza delle forme. Dall’ornitologia traggono ispirazione grass cóme ü capù e grass cóme ü turd, in ordine inverso rispetto alle dimensioni.

Curiosa e divertente la frase che descrive una costituzione fisica opposta: grass e ’n tù cóme ’l mànech d’ü lampiù descrive infatti i magrissimi, “secchi e allampanati”, come precisa il Tiraboschi.

Anche se l’aspetto fisico aggraziato non sembra essere tra le nostre priorità, non siamo benevoli con chi ne è privo. Lo dimostrano gli epiteti bröt cóme ‘l pecàt o cóme l’diàol, particolarmente offensivi pensando alla nostra religiosità.

Esiste anche il rafforzativo bröt orèndo, applicabile solo in casi estremi e mai di fronte al diretto interessato. Il giudizio negativo si estende anche all’animo, con il detto quando s’è bröcc, s’è mal garbàcc e mal mustùs. In sintesi, se vogliamo parlare del corpo degli altri, è meglio lasciar perdere. O scegliere l’italiano.

*In memoria

Commenti
gus

Dalle parti di Trezzo d'Adda, tempo fa sentivo definire : bergamasch biocc e grass. Qualcuno potrebbe spiegare l'origine di questo epiteto? Noi, sulla sponda bergamasca, chiamavamo la sponda milanese: ol bagià. Già Alessandro Manzoni li chiamava, in modo dispregiativo, i baggiani. E ancora: i bauscia, per via delle loro spacconate.

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