di Paolo Aresi
I tempi duri per i bergamaschi costretti a usare l’automobile si fanno sempre più duri. Non che sia mai stato facile usare l’auto a Bergamo, città dagli spazi inadatti al grande traffico, ma i momenti più bui sono cominciati con i lavori al grande svincolo dell’autostrada nel maggio del 2022.
Si spesero 29,5 milioni per rendere più scorrevole e meno pericoloso quello snodo che i bergamaschi, giustamente, odiavano. Il sindaco Giorgio Gori chiese ai bergamaschi pazienza, e la ottenne. Ma da allora non c’è più stata requie.
Dopo l’autostrada sono arrivati gli interventi della doppia rotatoria di Valtesse (fallimentare), delle rotatorie di via Zanica-Carnovali e di via Autostrada-Carpinoni… Ma, soprattutto, sono cominciati i lavori ferroviari che non soltanto hanno comportato grossi problemi di circolazione ai treni, ma pure ingorghi in città. Per tutti valga la chiusura del ponte di via San Bernardino per oltre un anno.
E adesso è arrivata la tegola dell’e-Brt, che non si sa come maneggiare. In realtà, non c’è modo di maneggiarla. Si è voluto inserire su un percorso già molto intasato un servizio di pullman che ha bisogno di una corsia dedicata ed esclusiva per buona parte del tragitto. Ma se lo spazio non era sufficiente per le automobili, come poter inserire addirittura una corsia per l’eBrt?
Sono state inventate delle soluzioni, ma sono tutti palliativi. Dalla (…)