Crescita sì, però...

Aeroporto di Orio, il Pd provinciale batte un colpo: «Rumore ed emissioni devono diminuire»

Il partito detta le condizioni sul Piano di sviluppo: meno voli notturni, applicazione della tassa sul rumore e collegamento ferroviario con lo scalo

Aeroporto di Orio, il Pd provinciale batte un colpo: «Rumore ed emissioni devono diminuire»

Il Partito Democratico di Bergamo ha deciso di battere un colpo. La Direzione provinciale ha infatti approvato gli indirizzi del partito sul Piano di sviluppo aeroportuale dell’aeroporto di Orio al Serio, attualmente al centro del Dibattito Pubblico che si concluderà il prossimo 30 settembre.

Il Pd bergamasco non mette in discussione il ruolo strategico dello scalo per l’economia e l’occupazione del territorio, ma chiede che la crescita sia accompagnata da obiettivi ambientali, sanitari e di sicurezza verificabili. Un po’ quello che hanno fatto, nelle scorse settimane, anche diversi Comuni dell’hinterland, come Seriate e Orio (ma non Bergamo).

«Non solo passeggeri»

«L’aeroporto è un’infrastruttura strategica per l’economia, il lavoro e le connessioni del nostro territorio, e vogliamo che continui ad esserlo e a migliorarsi. Ma il suo sviluppo non è un automatismo», sottolinea il segretario provinciale Gabriele Giudici.

Il segretario provinciale del Pd Gabriele Giudici

Secondo il Pd, il parametro per valutare la sostenibilità dello sviluppo dello scalo non dovrebbe essere soltanto il numero dei passeggeri o dei voli, ma soprattutto l’impatto sulla popolazione. Per questo il partito chiede che rumore ed emissioni mostrino un andamento «progressivamente decrescente» e che ogni ulteriore sviluppo avvenga nel rispetto dei limiti previsti dal Piano di zonizzazione acustica.

Tra le richieste avanzate ci sono anche il rinnovo delle flotte, l’innovazione tecnologica e interventi di mitigazione capaci di accompagnare la crescita dello scalo riducendone l’impatto sui residenti.

Il nodo dei voli notturni

Particolare attenzione viene dedicata ai voli nella fascia compresa tra le 23 e le 6. Il Pd chiede una riduzione strutturale e progressiva dei voli programmati durante la notte, ricordando il maggiore peso del rumore notturno sulla popolazione.

«Riconosciamo i risultati già ottenuti e richiesti dai Comuni, i decolli notturni sulla città sono scesi da oltre 1.100 a circa 270 in un anno, ma tuttora permangono criticità puntuali», afferma Giudici. Il segretario provinciale cita in particolare i dati delle centraline attive nel 2024 a Colognola, dove sarebbero state registrate punte di 62 decibel, a fronte di un limite di 60, oltre alle criticità segnalate al Villaggio degli Sposi e in località Cassinone.

Il partito chiede inoltre che vengano aggiornati periodicamente gli studi epidemiologici condotti da Ats Bergamo e Università Milano-Bicocca. I risultati conclusivi presentati lo scorso luglio non hanno evidenziato un aumento dei rischi sanitari, ma hanno indicato nel rumore percepito uno dei principali elementi di attenzione per la qualità della vita.

Il Pd chiede di applicare l’Iresa

Sul fronte regionale, il Partito Democratico torna poi a chiedere l’applicazione dell’Iresa, l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili sospesa in Lombardia dal 2013.

Secondo il Pd, il tributo potrebbe garantire oltre 3 milioni di euro all’anno ai Comuni aeroportuali. Le risorse, nelle intenzioni del partito, dovrebbero essere destinate esclusivamente alla mitigazione degli impatti, alla compensazione ambientale e all’efficientamento energetico delle abitazioni maggiormente esposte al rumore.

La Direzione provinciale chiede inoltre a Regione Lombardia di predisporre un Piano regionale aeroportuale, mentre i parlamentari bergamaschi del Pd vengono sollecitati a chiedere a Ministero delle Infrastrutture ed Enac linee guida più specifiche per gli aeroporti inseriti in territori densamente urbanizzati.

«Accelerare sul collegamento ferroviario»

Infine, il tema della mobilità. Il Pd considera indispensabile accelerare la realizzazione del collegamento ferroviario diretto tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto, chiedendo a Ministero e Rfi di evitare ulteriori ritardi.

L’obiettivo è fare in modo che l’eventuale crescita dei passeggeri dello scalo non si traduca in un ulteriore aumento del traffico automobilistico sulle strade bergamasche.