Polemica

Commisso attacca gli atalantini: «Hanno dato dello zingaro a Vlahovic, si vergognino»

Arrivano parole pesanti da parte del numero uno viola contro il pubblico bergamasco. Però, un anno e mezzo fa...

Commisso attacca gli atalantini: «Hanno dato dello zingaro a Vlahovic, si vergognino»
Atalanta 13 Settembre 2021 ore 11:49

di Fabio Gennari

La sconfitta maturata sul campo per 2-1 contro la Fiorentina e l'imminente esordio in Champions League sul campo del Villarreal non hanno ancora lasciato alle spalle quanto è successo al termine della sfida di sabato sera al Gewiss Stadium. Ci ha pensato il presidente viola Commisso a rilanciare la polemica, lo ha fatto parlando dei cori contro il centravanti serbo Vlahovic che si sono sentiti dopo il fischio finale mentre il giocatore attendeva l'intervista post partita.

«Io non so come sono fatte certe tifoserie però noi qui negli ultimi anni abbiamo perso tre partite, ogni tanto vincono loro ed ogni tanto vinciamo noi - ha spiegato il patron viola ai canali ufficiali del club toscano -. Non abbiamo fatto baldoria quando abbiamo perso, però non mi è piaciuto quello che hanno fatto loro: due anni fa se la sono presa con Dalbert con cori razzisti, quest'anno se la sono presa con Dusan Vlahovic mentre faceva l'intervista dicendogli che è uno zingaro. Cose brutte, si devono vergognare».

La presa di posizione del numero 1 dei toscani è molto dura. «La famiglia Percassi è composta da bravissima gente, però i tifosi qui devono guardare quello che fanno e quello che dicono perché non è giusto offendere giocatori, noi non l'abbiamo mai fatto. Certe cose i fiorentini non le fanno ed erano in molti dei nostri a Bergamo».

Gli insulti sono certamente da condannare, il presidente della Fiorentina su questo aspetto ha ragione, ma è bene ricordare che la regola vale sempre. E non è vero che a Firenze certe cose non succedono. Il 15 gennaio 2020, al termine di Fiorentina-Atalanta, il tecnico Gasperini sbottò in conferenza stampa perché tutto lo stadio gli diede del "figlio di..." durante la gara. Gli insulti sono da condannare adesso come allora, senza distinzione di maglie e di colori.