Atalanta
Triste epilogo

Appena cinquanta giorni per dirsi addio: Papu Gomez e Atalanta, una bella storia finita male

Il momento dell'addio è sempre complicato, per l'ex capitano e il mondo nerazzurro ormai è finita e presto il Papu sarà in Andalusia

Appena cinquanta giorni per dirsi addio: Papu Gomez e Atalanta, una bella storia finita male
Atalanta 23 Gennaio 2021 ore 01:22

di Fabio Gennari

Diciamoci la verità: per ciò che è stata l'Atalanta in questi ultimi anni con il Papu Gomez assoluto protagonista, la storia tra la Dea e il suo numero 10 avrebbe meritato un epilogo diverso. La cessione dell'ex capitano al Siviglia sembra sempre più vicina: si tratta di un finale amaro, ma allo stesso tempo di una soluzione che, per come si erano messe le cose, rappresenta un piccolo miracolo.

Gomez dallo scorso 1 dicembre 2020 non è più, di fatto, un giocatore dell'Atalanta. È sceso in campo ad Amsterdam con la fascia da capitano, ha giocato anche uno spezzone con la Juventus a Torino, ma non è più stata la stessa cosa. Durante Atalanta-Midtjylland è successo qualcosa di grave. Prima in campo e poi negli spogliatoi. Protagonisti il numero 10 argentino e l'allenatore che lo ha fatto diventare un top player, Gian Piero Gasperini. Già, perché le discussioni (anche molto forti) capitano a tutti, ma se un legame che (almeno all'apparenza) era così forte si è sgretolato tanto rapidamente, è evidente che si sia andati oltre allo screzio. E che ci sono delle colpe.

Gasperini è rimasto fermo nella sua posizione, lo ha ribadito in più circostanze e poi ha continuato il suo lavoro. Gomez, quasi come se si sentisse in un angolo, ha usato (male) i social per dire la sua. Ma è stato alla vigilia della gara interna con la Roma che si è consumato il definitivo "patatrac". Gasperini, dopo il 4-1 ai giallorossi, ha detto che «se si incazza un presidente la questione si complica», e se in quel ruolo c'è Antonio Percassi le possibilità di ricucire uno strappo diventano quasi nulle. Soprattutto dopo settimane in cui il numero uno nerazzurro ha provato a sistemare le cose.

Da quel momento è iniziata una nuova partita. Gomez da una parte, l'Atalanta (tutta, società e allenatore) dall'altra. Il gruppo ha riposto alla grande e i risultati parlano chiaro; il Papu si è trovato a lavorare prima da solo e poi con la Primavera, in attesa di una soluzione. Con il cerino in mano. L'Atalanta non ha mai aperto a una cessione in Italia a dirette concorrenti, la verità è che quella del Siviglia è la prima (e finora unica) pista concreta che può portare alla fumata bianca. Si arriverà a 10 milioni, con cessione all'estero. Quello che volevano i Percassi.

I tifosi, viste le prime reazioni, si dividono tra dispiacere e indifferenza. Non è giusto sottolineare solo le continue richieste di adeguamento del contratto del giocatore in questi anni, così come pensare unicamente a quanto ha fatto in campo. Gomez ha dato tanto all'Atalante e merita un posto, per sempre, nella storia della Dea. Allo stesso tempo, l'Atalanta e i Percassi hanno dato tanto a Gomez. Gasperini compreso. Prima di giocare la Champions da capitano, il Papu non aveva mai fatto grandi cose. Si è cresciuti insieme, abbiamo gioito per gli stessi gol e adesso che una soluzione è vicina è giusto salutarsi senza rancori. Con la consapevolezza che poteva e doveva finire meglio.