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Il progetto

Il tram della Val Brembana unica opera bergamasca (per ora) nel Recovery Plan

La nuova linea T2 (che costa 178 milioni) è stata inclusa nel piano da presentare all'Ue: via ai lavori nel 2023. Rimangono fuori il collegamento ferroviario con Orio al Serio e i poli cittadini della Camera di Commercio

Il tram della Val Brembana unica opera bergamasca (per ora) nel Recovery Plan
Attualità Val Brembana e Imagna, 21 Aprile 2021 ore 12:22

La linea 2 della Teb, che collegherà la città di Bergamo con la Val Brembana arrivando fino ad Almè, sarà inclusa nei finanziamenti previsti dal Recovery Plan, che il nostro governo dovrà presentare all’Unione Europea a breve. Infatti il premier Draghi dovrebbe illustrare nel dettaglio il piano proprio lunedì 26 aprile prossimo, per poi trasmetterlo a Bruxelles.

La T2 aveva già ricevuto finanziamenti in periodo Covid nel novembre del 2019, nel corso del secondo governo Conte, quando furono stanziati 125 milioni di euro sui 178 necessari dalla ministra Paola De Micheli, mentre ora i fondi proverranno dai finanziamenti Ue. La decisione è arrivata dalla necessità di far partire i lavori in tempi stretti, bypassando tutte quelle difficoltà burocratiche che potrebbero causare l’impantanarsi dei progetti, dato che le procedure di ottenimento fondi e avvio del cantiere così sarebbero più veloci.

Dato che una delle condizioni del Recovery è che i progetti in questione siano conclusi entro il 2026, il governo è al lavoro su di un nuovo decreto Semplificazioni, che dovrebbe snellire gli iter e permettere l’affidamento dei lavori nel 2022 e l’avvio del cantiere nell’anno successivo.

Sembra sia rimasto fuori dal piano europeo, invece, il collegamento ferroviario tra la città e Orio al Serio, che dovrebbe essere concluso nel 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Un appuntamento che non bisogna mancare a tutti i costi e per il quale ci si dovrà far trovare pronti. L’opera ha già ricevuto un finanziamento dallo Stato per 130 milioni, sui 170 richiesti, proprio l’estate dell’anno scorso.

Infine rimangono esclusi, almeno per il momento, i piani per il polo scolastico sull’asse di via Gavazzeni, il polo intermodale cittadino, per la costruzione di una nuova stazione ferroviaria e la riqualificazione delle scalo merci, e il cosiddetto Distretto dell’Innovazione, che collegherà sedi universitarie e scolastiche. Tutti e tre fanno parte del piano di fine gennaio della Camera di Commercio di Bergamo, che richiederebbe 460 milioni di fondi stanziati dall’Europa. A tal proposito,  il senatore Pd Antonio Misiani ha dichiarato al Corriere della Sera Bergamo che per includerli nel Recovery si dovrebbe attingere a capitoli diversi del piano, come quelli di rigenerazione urbana, sostenibilità e istruzione.

Non resta che aspettare l’ultima settimana di aprile, quando cui il quadro generale per Bergamo sarà più chiaro dopo la presentazione del piano da parte del governo.