I dati

Covid in Lombardia: la situazione peggiora, ma Bergamo resta ancora sotto la soglia critica

Su scala regionale, occupati da pazienti con il coronavirus il 31 per cento delle terapie intensive e il 37 per cento dei reparti ordinari. Nella nostra provincia l'incidenza è di 112 casi ogni centomila abitanti (settimana scorsa era di 89), sotto la soglia regionale di 150 ma comunque in forte ascesa. Situazione critica a Lecco e Monza-Brianza, preoccupante a Brescia

Covid in Lombardia: la situazione peggiora, ma Bergamo resta ancora sotto la soglia critica
Cronaca 23 Febbraio 2021 ore 12:43

Seppur più lentamente di quanto, a sentire i telegiornali e leggendo certi titoli di giornali, si potrebbe pensare, è indubbio che la situazione della pandemia in Lombardia stia tornando a preoccupare. Confermata in zona gialla lo scorso venerdì grazie a un indice Rt a 0.95 (a 1 si passa in arancione), la Lombardia sta tornando a dover affrontare un numero di nuovi contagi elevato, che inizia a mostrare le prime ripercussioni anche sulle ospedalizzazioni.

Ricoveri in Lombardia: soglie d’allerta raggiunte

La conferma della situazione arriva dai dati elaborati dal dottor Paolo Spada, chirurgo vascolare dell’ospedale Humanitas di Rozzano, esperto di algoritmi applicati alla medicina e dall’inizio dell’emergenza sanitaria relatore della seguitissima pagina Facebook “Pillole di Ottimismo“. Stando ai dati aggiornati a ieri, 22 febbraio, sono 391 i posti in terapia intensiva attualmente occupati in Lombardia, pari al 31 per cento del totale. La soglia di allerta fissata a livello nazionale è il 30 per cento. La crescita percentuale, negli ultimi sette giorni, è stata del 7 per cento. I posti occupati da pazienti Covid nei reparti ordinari degli ospedali lombardi, invece, sono 3.826 (sempre al 22 febbraio), ovvero il 37 per cento del totale. In questo caso, la soglia di allerta nazionale è al 35 per cento. Anche in questo caso, la crescita settimanale è stata del 7 per cento.

Incidenza in Bergamasca in crescita

Grazie ai grafici del dott. Spada, è anche possibile osservare la situazione della nostra provincia. Da ormai due settimane, i numeri in Bergamasca sono in crescita. E da un po’ non siamo più la provincia più “tranquilla” della Lombardia. La scorsa settimana, infatti, i dati bergamaschi mostravano un’incidenza di 89 nuovi casi ogni centomila abitanti negli ultimi sette giorni; al 22 febbraio questo dato è schizzato a 112 casi ogni centomila abitanti. Appena venti giorni fa circa, l’incidenza era di 46 casi ogni centomila abitanti. Si resta comunque sotto al di sotto della soglia regionale d’allerta, pari a 150 e calcolata in base alla disponibilità di posti letto liberi, intesi come posti non occupati da pazienti Covid, e in base alla popolazione, ma ovviamente la crescita continua del dato preoccupa. Anche perché l’incidenza lombarda è attualmente a 166 casi ogni centomila abitanti (sopra dunque la soglia d’allarme di 150), più alta di quella nazionale, pari a 149.

Bergamo 58esima tra le province italiane

Osservando lo schema qui sopra, si può osservare una sorta di “classifica” nazionale basata proprio sull’incidenza nelle singole province italiane: rispetto a una settimana fa, Bergamo è balzata al 58esimo posto. Più o meno a metà della graduatoria, diciamo. Ma a preoccupare è il fatto che, rispetto a settimana scorsa, non è più una delle province lombarde con l’incidenza più bassa: Sondrio (110) e Lodi (103) sono messe meglio, ad esempio.

La situazione in Lombardia: a Brescia allarme rosso

Come si può osservare da quest’altro grafico, a influire sulla situazione bergamasca è anche il fatto che si trova in mezzo tra due delle province lombarde in cui la situazione sta peggiorando con maggior velocità, ovvero Brescia, Lecco e Monza-Brianza. La prima, in particolare, ha un’incidenza addirittura di 310 casi ogni centomila abitanti negli ultimi sette giorni, cresciuta ulteriormente dal dato di 267 della scorsa settimana. Una situazione che ha portato Regione a imporre una «zona arancione rafforzata» proprio nel bresciano e in otto Comuni bergamaschi del Sebino, anche per evitare casi come quelli di Lovere e Sarnico, Comuni bergamaschi al confine che la scorsa settimana si sono visti chiudere due scuole proprio per la crescita importante di casi registrati. Anche a Lecco, come detto, la situazione è peggiorata in modo importante, arrivando a un’incidenza di 162, oltre la soglia regionale dunque; stessa situazione per Monza-Brianza, oggi a 152 casi ogni centomila abitanti contro i 125 di sette giorni fa.

L’andamento dei casi in Bergamasca negli ultimi 30 giorni

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