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Deroghe alla zona rossa per Bergamo, alle richieste si unisce un rapporto dell'Ats

Dopo l'appello lanciato dal sindaco Giorgio Gori e dal presidente della provincia Gafforelli, sul tavolo della cabina di regia nazionale è arrivato uno studio dell'Ats che mostra come in provincia l'epidemia sia sotto controllo

Deroghe alla zona rossa per Bergamo, alle richieste si unisce un rapporto dell'Ats
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Dopo il sindaco Giorgio Gori e il presidente della provincia Gianfranco Gafforelli, si amplia la lista di chi chiede una deroga alla zona rossa per la Bergamasca. Sul tavolo della Cabina di regia nazionale è arrivato infatti un dossier predisposto dall’Ats Bergamo che contiene il monitoraggio dei principali indicatori dell’epidemia aggiornati al 16 gennaio.

In attesa che Regione Lombardia presenti il ricorso al Tar del Lazio contro le limitazioni, l’Ats evidenzia che nel periodo autunnale la seconda ondata ha mantenuto valori di incidenza stabili in provincia. Proprio il numero dei contagi settimanali rispetto alla popolazione è uno degli indicatori fondamentali nella valutazione dell’impatto epidemico. Dall’11 al 17 gennaio si sono registrati 54 nuovi casi ogni 100 mila abitanti, contro i 60 del periodo che va dal 4 al 10 gennaio. In Italia, secondo le stime della Fondazione Gimbe, l’incidenza è di 370 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti.

Nel rapporto l’Agenzia di tutela della salute fa anche riferimento al tasso di positività, che dall’11 al 15 gennaio è sceso al 5 per cento, contro il 9 per cento della Lombardia e il 10,7 per cento del tasso nazionale.

In merito al tanto famigerato indice Rt, l’Ats precisa di elaborare un indice sostanzialmente sovrapponibile, ossia l’Rdt, l’indice di replicazione diagnostica, che al 15 gennaio è sceso a 0,8. E sotto il valore di 1 l’epidemia è ritenuta sotto controllo. Anche per questa ragione il contact-tracing in provincia sta funzionando in modo efficace, consentendo di portare a termine il 99,7 per cento delle inchieste epidemiologiche ogni volta che viene segnalato un nuovo caso.

Sotto controllo anche l’impatto dell’epidemia sugli ospedali bergamaschi, con l’attività dei pronto soccorso tornata su livelli pre-Covid. Alla data del 15 gennaio erano 270 i ricoveri ordinari, di cui il 36 per cento proveniente da fuori provincia, e 29 in terapia intensiva (45 per cento fuori provincia).

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