Polemiche

Gori, ancora ospite da Fazio, critica la Regione. E la Lega risponde: «Attacchi gratuiti»

Il primo cittadino chiede più tamponi e analizza gli errori fatti nelle Rsa. Il Carroccio: «È ancora scottato dalla devastante sconfitta alle regionali del 2018»

Gori, ancora ospite da Fazio, critica la Regione. E la Lega risponde: «Attacchi gratuiti»
Bergamo, 13 Aprile 2020 ore 11:53

Ormai, a Che tempo che fa, trasmissione Rai condotta da Fabio Fazio, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori è un ospite quasi fisso. C’è spesso e parla di quello che sta passando Bergamo, non lesinando anche critiche su come la Regione sta gestendo l’emergenza. Critiche che, ovviamente, non vanno giù alla Lega. Le questioni evidenziate però dal primo cittadino orobica anche nel giorno di Pasqua, domenica 12 aprile, restano in primo piano al momento, al di là delle polemiche politiche.

Gori ha infatti sottolineato come i tamponi che la Regione sta effettuando, sebbene siano nettamente aumentati, restino insufficienti a dare un quadro completo e veritiero della pandemia. «Il numero di tamponi è aumentato da questa settimana, circa 9 mila – ha detto Gori -, ma in questo numero ci sono anche quelli di uscita per i guariti, e sono due ciascuno. Così un terzo dei tamponi viene fatto per verificare nuovi contagi e due terzi per accertare la guarigione». Gori ha poi parlato anche dei tantissimi morti nelle Rsa, su cui la Regione sta cercando di fare luce. Il sindaco ha detto che a suo parere il problema è sorto «quando è stato consentito ai parenti di fare visita ai propri cari fino a marzo avanzato. Quando i gestori delle Rsa bergamasche hanno chiesto di poter chiudere l’accesso ai familiari, gli è stato detto di no perché questa era la disposizione della Regione Lombardia». Gori ha anche citato lo studio dei sindacati che parla di ben 1.100 morti nelle case di riposo orobiche, «quasi il 25 per cento della popolazione ospitata».

Infine, nell’intervista è stato nuovamente toccato il tema del numero dei decessi: quello reale, come ben sappiamo, è assai maggiore rispetto a quello ufficiale fornito da Regione e Protezione Civile. Ed è dal dato reale che Gori ha compiuto una stima dei possibili contagiati reali in Bergamasca: «Con un indice di mortalità intorno all’1 per cento – ha detto il primo cittadino -, arriviamo addirittura a 450 mila contagiati. Parliamo quasi del 50 per cento della popolazione della provincia».

Come dicevamo, queste dichiarazioni non hanno fatto piacere alla Lega, che con un comunicato stampa successivo alla comparsata televisiva di Gori ha attaccato il sindaco: «Nonostante gli errori fatti fino al 5 marzo, dove il primo cittadino di Bergamo invitava i bergamaschi a uscire, gli attacchi gratuiti e scomposti non cessano. Capiamo che possa essere ancora scottato dalla devastante sconfitta con Attilio Fontana per le Regionali del 2018, ma è necessario che Gori concentri le sue forze su Bergamo e i bergamaschi, che meritano di avere un sindaco che si dedichi completamente a loro, senza utilizzare la televisione pubblica come strumento di propaganda politica ed elettorale. La nostra sezione, insieme al Capogruppo in Consiglio comunale, esprime a tutta la Giunta Regionale e al Presidente Attilio Fontana la sua vicinanza e il suo riconoscimento per tutto il lavoro fatto fino a oggi, condannando le dichiarazioni del primo cittadino di Bergamo».

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