Polverone

Polemiche sulla demolizione dell’ex Italcementi, lo scontro arriva in Consiglio ad Albino

I consiglieri di minoranza delle liste “Per Albino Progetto Civico” e “Ambiente e Beni Comuni” hanno presentato un’interpellanza che verrà discussa venerdì 14 febbraio

Polemiche sulla demolizione dell’ex Italcementi, lo scontro arriva in Consiglio ad Albino
Val Seriana, 10 Febbraio 2020 ore 11:38

di Fabio Gualandris

Pare che nella mattinata di venerdì 7 febbraio un elicottero della Guardia di Finanza abbia sorvolato l’area del cantiere dell’ex Italcementi di Albino – attualmente bloccato in seguito alle dimissioni del geom. Nunziante Consiglio, Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione e progettazione – per un rilevo aereo in seguito alla demolizione del capannone che tante polemiche ha sollevato la scorsa settimana. Segno che la vicenda è tutt’altro che chiusa con la multa che è stata data di 841 euro alla società che si occupa dei lavori.

Ovviamente, la questione è arrivata anche in Comune. Va infatti segnalata la forte presa di posizione dei consiglieri di minoranza delle liste “Per Albino Progetto Civico” e “Ambiente e Beni Comuni” che hanno presentato un’interpellanza che verrà discussa nel prossimo Consiglio di venerdì 14 febbraio. Le minoranze hanno spiegato con un comunicato il motivo dell’iniziativa:

Il polverone alzato dalla demolizione

«Ciò che è accaduto lo scorso 3 febbraio ci ha lasciato esterrefatti, ma non più di tanto sorpresi: già durante il Consiglio Comunale del 20 dicembre avevamo chiesto al Sindaco rassicurazioni in merito a quel cantiere. L’area presentava infatti varie criticità, quali la presenza di amianto (eternit) e rifiuti speciali, pericolosi per l’ambiente e la salute dei cittadini. Inoltre l’andamento dei lavori è apparso strano a molti: dopo una prima fase di forte attività di smantellamento è seguita una fase di sospensione dei lavori apparentemente totale. Nello stesso periodo si era anche sviluppato un incendio. Alla nostra richiesta di informazioni e dati certi che rassicurassero la cittadinanza, il Sindaco aveva risposto asserendo semplicemente che non c’erano state segnalazioni da parte degli organi competenti.

Purtroppo, perché l’amministrazione adottasse un atteggiamento proattivo, cioè utile a percepire anticipatamente gli eventuali problemi futuri, è stato necessario assistere allo “spettacolare” crollo dell’edificio centrale, che ha messo in pericolo la salute dei cittadini e dell’ambiente, per non parlare poi della sicurezza dei lavoratori presenti sul cantiere e delle persone che transitavano sulla provinciale e sulla pista ciclabile adiacenti. È vero che, come ha detto Terzi durante il Consiglio del 20 dicembre, l’area è privata e il privato può decidere autonomamente come procedere nella gestire i lavori, ma è altrettanto vero che la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente sono d’interesse pubblico, oltre che previste dallo Statuto Comunale (art. 4) ed è diritto dei cittadini essere correttamente informati, in particolar modo in situazioni che possono avere ricadute sulla salute e la sicurezza della collettività.

Ora, dopo la dimissione del coordinatore per la sicurezza del cantiere, l’amministrazione albinese ha emesso l’ordinanza di sospensione immediata dei lavori… ma non era meglio attivarsi prima, senza arrivare a questa situazione estrema? Nell’interpellanza chiediamo il motivo per cui l’amministrazione comunale non si è attivata da subito per vigilare sul cantiere, considerate le caratteristiche particolari dell’area.  Chiediamo anche tutte le informazioni riguardanti la bonifica e l’incendio, sia quelle già in possesso dell’amministrazione comunale, sia quelle che l’amministrazione può chiedere agli organi competenti (Arpa, ATS, ecc.).

Inoltre chiediamo all’amministrazione di dare il giusto peso all’accaduto del 3 febbraio, affinché non succeda più che un soggetto privato metta in pericolo la sicurezza e la salute di tutti. Infine, aspetto che ora appare secondario ma ha la sua importanza, domandiamo perché l’amministrazione non abbia interagito con la proprietà per mantenere almeno un simbolo di valenza storico-culturale all’interno dell’area, quale ad esempio poteva essere la ciminiera, a testimonianza della storia e dell’architettura di un’area produttiva che è stata particolarmente importante per la nostra città».

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