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Vandalismi, schiamazzi e moto a tutta velocità: Città Alta in ostaggio dei bulletti

Vandalismi nella chiesa di Sant'Andrea, sassate alle finestre alla Fara e le vie intorno a Colle Aperto sono diventate piste per centauri scatenati. E i residenti insorgono

Vandalismi, schiamazzi e moto a tutta velocità: Città Alta in ostaggio dei bulletti
Bergamo, 03 Luglio 2020 ore 15:05

di Matteo Rizzi

In Città Alta succede veramente di tutto e i residenti si lamentano a gran voce. Parlano di degrado, di vandalismo, di inquinamento acustico, di pericoli continui per chi gira a piedi. Si denunciano i motociclisti di Colle Aperto, si lanciano petizioni per invitare il Comune a trovare delle soluzioni ai numerosi problemi che, sempre a detta dei residenti, trasformerebbero la zona simbolo di Bergamo in un luogo confuso, caotico e invivibile.

La punta dell’iceberg, gli episodi che più di tutti emergono come emblematici di questa situazione, sono i ripetuti attacchi vandalici alla chiesa di Sant’Andrea. Da qualche settimana le porte della chiesa infatti sono chiuse se non durante gli orari di messa: quasi un paradosso, dato che, per scelta del parroco, don Giovanni Gusmini («Volevo che le persone di passaggio potessero trovare nella chiesa un’oasi in cui raccogliersi anche in quei momenti difficili», ha spiegato), erano rimaste aperte fino a tarda sera anche nei giorni di lockdown. E il motivo è che la chiesa è stata vittima di diversi attacchi vandalici che hanno danneggiato oggetti dal grande valore sia economico sia storico. Racconta il parroco: «Settimana scorsa ho trovato la sedia che fa da sede liturgica rovesciata in mezzo alla chiesa e bagnata da quella che temo fosse urina. Poche sere fa c’è stato un furto delle offerte in due raccoglitori. Pochi euro di bottino, perché le cassette vengono regolarmente svuotate, ma uno sfregio pesante soprattutto ai danni di quella “del suffragio”, un manufatto in legno intarsiato risalente alla metà dell’Ottocento. Dopo questo episodio ho lasciato le cassette aperte, perché il danno è molto più gravoso rispetto a quello che possono raccogliere. Alla luce di questo mi vedo costretto a tenere chiusa la chiesa salvo per la messa domenicale, finché non avrò trovato i fondi per installare un sistema di telecamere di sicurezza a circuito. Mi dispiace molto. Davvero molto…».

Don Gusmini fa poi alcune ipotesi su chi potrebbero essere i responsabili di questi gesti: «Ho sempre pensato fossero gesti estemporanei, e inizialmente non avevo voluto dare risonanza alla cosa per evitare che si verificassero episodi di emulazione. Ho pensato fin da subito che si trattasse di bravate di qualche gruppo di ragazzini, anche perché ultimamente stanno arrivando in generale molte lamentele di residenti di varie zone di Città Alta relativamente ai comportamenti di alcuni ragazzi. Penso e spero che non si tratti di iniziative di persone che vogliano deliberatamente porgere un attacco a simboli religiosi per qualche motivo».

Le sassate alla Fara

Le lamentele a cui si riferisce don Gusmini sono ben note a molti dei firmatari di alcune delle petizioni che stanno circolando tra gli abitanti di Città Alta in merito alle problematiche che sono emerse in particolar modo nelle ultime settimane. Soprattutto in Fara la situazione sembrerebbe particolarmente critica, con comportamenti ai limiti del tollerabile da parte di diversi gruppi di ragazzi: i residenti hanno infatti segnalato episodi che vanno dal disturbo (eccessivo chiasso e musica ad alto volume anche a tarda notte) all’abbandono di rifiuti. Ma si sono verificate anche situazioni gravi come lanci di sassi alle finestre delle case che circondano lo spiazzo. Sta di fatto che quasi ogni sera, le forze dell’ordine sono chiamate a intervenire per via di segnalazioni provenienti dalla Fara. Sempre le forze dell’ordine avrebbero ad esempio “incelofanato” una panchina per dissuadere i ragazzi dall’occuparla. Nonostante il divieto recentemente imposto dal Comune alla consumazione di bevande, alcoliche e non, nei luoghi pubblici della città, il problema – lamentano molti residenti – persiste.

Colle Aperto e dintorni

Arrivano poi proteste anche sul fronte della viabilità, dell’inquinamento acustico e del volume di traffico nella zona di Colle Aperto, in particolare su via Borgo Canale, via Sudorno, largo Sant’Alessandro, via San Vigilio e soprattutto via Beltrami: «Ci sono motociclisti che hanno scambiato via Beltrami per un circuito – denuncia Carlo Tondini, primo firmatario di una petizione indirizzata al Comune per “salvare Bergamo Alta e Colli dal traffico fuori controllo” – e che percorrono la via a velocità esagerate. È pericoloso per loro e per i pedoni, e soprattutto dopo una certa ora è insostenibile: il rumore che fanno e che si prolunga fino a tardi è impressionante (…)».

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