Cultura
Battuta Genova

Contest online vinto da Bergamo, l’idea: restaurare la torre del Galgario

La Rigoni di Asiago, azienda che ha lanciato l'iniziativa e che finanzierà l'intervento, non ha ancora comunicato al Comune il budget a disposizione

Contest online vinto da Bergamo, l’idea: restaurare la torre del Galgario
Cultura Bergamo, 22 Febbraio 2021 ore 00:31

I più ottimisti sperano che con i soldi messi a disposizione della Rigoni di Asiago per restaurare un monumento di Bergamo, che ha battuto Genova in un contest online, si possa rimettere a nuovo la fontana del Contarini, in Piazza Vecchia. Ma ci vogliono 300mila euro, e difficilmente il budget messo a disposizione dall’azienda venete sarà di tale volume. E allora fioccano altre proposte.

Come quella che ci hanno segnalato Claudio Rimoldini ed Elisa Baldassari: la Torre del Galgario: «Porta ancora i segni dei catarifrangenti degli anni ‘60, più volte abbiamo visto gente (turisti) soffermarsi e anche fotografarla , è veramente in uno stato pietoso». La torre è l’ultima testimonianza delle Muraine, una cinta muraria per difendere i borghi che si erano sviluppati nel corso dei secoli lungo le direttrici che collegavano la città ai paesi vicini. Era tra l’altro una delle torri chiave di questo sistema difensivo, collocata in una posizione strategica perché punto di intersezione di molteplici direttrici viarie ancora oggi molto utilizzate.

La notizia della vittoria di Bergamo nel contest della Rigoni è stata diffusa mercoledì 17 febbraio, quando alle 15 si sono chiuse le votazioni aperte lo scorso 5 febbraio. Gli anni scorsi, la Rigoni ha dato nuovo splendore all’Atrio dei Gesuiti nel Palazzo di Brera, la fontana del cortile di Palazzo Venezia a Roma, la statua del Todaro al Palazzo Ducale di Venezia, gli affreschi della chiesa di San Giovanni in Monterrone a Matera e le opere del chiostro grande di Santa Maria Novella a Firenze.

Dall’azienda fanno sapere che al momento nulla è deciso. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro con la Fondaco, impresa veneta che si occuperà del restauro, e poi con il Comune di Bergamo e la Sovrintendenza alle Belle arti. Il nodo da sciogliere è uno: il budget a disposizione. Solamente in base a quello, infatti, sarà possibile indicare un monumento.