Basket, stagione finita anche per la Serie A femminile. Il commento di Fassina, coach dell'Edelweiss

di Onofrio Zirafi
Anche i vertici della pallacanestro femminile italiana si arrendono all’attuale pandemia legata al Covid-19. Dopo lo stop all’intera attività dei Comitati Regionali e al campionato di Serie B Nazionale maschile, il Presidente FIP Giovanni Petrucci – di concerto con il coordinatore del Settore Agonistico Marcello Crosara - ha dichiarato conclusa anche la stagione sportiva 2019/2020 per i campionati di Serie A1 e A2 femminile.
Ne parliamo con Stefano Fassina, coach milanese classe ’65 nonché guida tecnica dell’Edelweiss Basket Albino, unica rappresentante orobica nell’élite del basket femminile, che ha quindi concluso la stagione al nono posto del Girone Nord di A2: «Una decisione scontata, dolorosa e necessaria allo stesso tempo. Non resta che augurarci che le condizioni sanitarie della Val Seriana possano migliorare, così come quelle del suo tessuto economico che da sempre sostiene con passione la realtà dell’Edelweiss, così da permetterci di ripartire nella prossima stagione».

«Un bilancio del 2019-2020 - continua Fassina -? Per me era la prima esperienza in terra bergamasca e personalmente mi sono trovato benissimo, con la società, lo staff e le ragazze, tutti encomiabili. È stato davvero un peccato interrompere anzitempo l’attività agonistica, anche perché con un roster molto giovane e infarcito di giocatrici “home-made” stavamo imbastendo un cammino di pregio, in barba a qualsiasi ipotesi di ranking iniziale. Ci tenevo poi a ringraziare di cuore la comunità e l’amministrazione comunale di Albino, che ci hanno costretto a interrompere gli allenamenti ancor prima dello stop effettivo dei campionati: col senno di poi hanno salvaguardato con lungimiranza la nostra salute in una zona ahimè martoriata dal coronavirus. Peraltro la prossima stagione avrebbe sancito il ritorno in pianta stabile ad Albino, per noi importantissimo, anche per le partite di campionato, dopo alcune stagioni di stanza sul parquet di Torre Boldone».
«Ora non ci resta che attendere l’evolversi di questa pandemia dai risvolti imprevedibili; speriamo poi di poter lavorare almeno parzialmente durante il periodo estivo, così da completare il processo di costruzione tecnica delle tante giovani atlete a nostra disposizione».