di Elena Esposto
Nella mattinata di oggi, sabato 5 settembre, nel quartiere di Colognola a Bergamo si è svolta la raccolta firme contro il piano di sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio promossa dai comitati civici e sostenuta da Sinistra Italiana.
La cittadinanza ha potuto sottoscrivere la petizione di persona e confrontarsi con i sostenitori e i rappresentanti dell’iniziativa. Tra i presenti, il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Onorio Rosati, il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Bergamo, Alfredo Di Sirio, e l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Bergamo, Fausto Amorino.
I punti chiave della raccolta firme

Tra le richieste della petizione risaltano il blocco del piano di sviluppo, che porterebbe il numero annuale di passeggeri trasportati da 18 milioni a 23 milioni in quindici anni, la riduzione dei voli, che hanno raggiunto il picco di 347 al giorno nel mese di luglio, e la cancellazione di quelli notturni nella fascia 23-6, il rientro immediato nei limiti di rumore previsti dalla zonizzazione acustica, invece che attendere gli otto anni prospettati, e il rispetto delle prescrizioni ambientali.
Il 7 luglio scorso, il consigliere Rosati ha presentato al Consiglio regionale un’interrogazione per chiarire questi punti.
«L’aeroporto di Orio si colloca in un territorio fortemente urbanizzato con più di 250 mila abitanti – ha commentato Rosati – e ha visto aumentare a dismisura il numero dei voli, sia in arrivo che in partenza. Noi vorremmo che si raccogliessero dati e informazioni non solo finalizzati all’ottenimento dell’autorizzazione per sviluppare l’aeroporto, ma anche che ci fosse un monitoraggio su un periodo più lungo per poter valutare gli impatti sulla salute dei cittadini e poter intervenire tempestivamente».
I dati raccolti non convincono del tutto

Per studiare gli effetti sanitari dell’attività aeroportuale, a gennaio di quest’anno è stato avviato uno studio epidemiologico commissionato da Sacbo ad Ats Bergamo e condotto con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. I risultati, che sostengono la tesi secondo cui le condizioni di salute della popolazione esposta non sarebbero peggiorate, non convincono però del tutto.
«La parte statistica della ricerca ha messo in evidenza, oltre al problema del rumore e delle emissioni di biossido di azoto, il rapporto tra la concentrazione di NO2 e il diabete di tipo 2, molto più frequente nelle zone interessate dall’aeroporto rispetto alla media cittadina. Questa è una criticità che andrà indagata», ha affermato Rosati.
E i problemi non finiscono qui. La ricerca prevedeva la raccolta di dati relativi alla salute, come pressione arteriosa e ipertensione di 400 cittadini e cittadine tra i 45 e i 70 anni, ma il campione si è ridotto a 67 persone, troppo poche per ottenere un dato scientificamente rilevante. La partecipazione, ricorda Rosati, era su base volontaria.
L’appello alla popolazione è quello a prendere parte all’indagine, perché è nell’interesse di tutti e tutte; quello a Sacbo, invece, di diffondere integralmente i risultati dello studio e di accompagnarli con una versione divulgativa che aiuti la cittadinanza a leggerli e comprenderli senza ambiguità.
Il focus sulla sostenibilità
Durante la mattinata sono state raccolte 103 firme in due ore, mentre la versione online della petizione ha già raccolto oltre 800 consensi. Al banchetto di Sinistra Italiana sono stati distribuiti, simbolicamente, anche dei tappi per le orecchie.
«Manterremo alta l’attenzione pubblica su questo tema fino al passaggio decisivo in Consiglio comunale di Bergamo, convocato per il 22 settembre – ha affermato Di Sirio -. La tutela della salute pubblica, la salvaguardia della qualità dell’aria e il rispetto dell’ambiente non sono opzioni, ma rappresentano il banco di prova per una coalizione progressista. Governare significa esercitare il primato della politica sui processi, restituendo centralità ai bisogni degli abitanti e dell’ambiente che devono venire prima dello sviluppo economico e del turismo».