Tra sogni e realtà

Congerton, il mercato inglese e i parametri «da Atalanta» che non cambiano

Gli uomini mercato nerazzurri sono già al lavoro, ma si devono unire le esigenze della squadra, il budget e i mercati di riferimento

Congerton, il mercato inglese e i parametri «da Atalanta» che non cambiano
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di Fabio Gennari

In una recente intervista, l'amministratore delegato della Dea Luca Percassi ha dichiarato: «Mercato? La volontà è migliorare la squadra lavorando sempre da Atalanta». Una sottolineatura importante, un dettaglio che non va dimenticato soprattutto ora che Lee Congerton, nuovo uomo mercato con respiro internazionale e la Premier League inglese come bacino preferito, si è messo in moto per cercare di rinforzare un gruppo che, è opinione diffusa, ha bisogno di un bel rinnovamento.

La struttura di mercato, data per certa la partenza di Sartori, sarà rinnovata. Congerton verrà molto presto affiancato da Tony D'Amico del Verona, con Luca Percassi e gli altri uomini che girano l'Europa per vedere giocatori (ad esempio Gabriele Zamagna) che restano attori importanti in gioco. Le aspettative sono molto alte, c'è bisogno di nuovi elementi di livello e la curiosità è vedere come si incastreranno la voglia di migliorare il gruppo con l'esigenza di fare un mercato "da Atalanta".

In Premier League ci sono tanti giocatori interessanti, ma i prezzi sono molto alti. Si è parlato nelle scorse ore di Cash dell'Aston Villa: l'esterno in forza alla squadra inglese è senza dubbio un elemento da tenere d'occhio, ma il costo del cartellino (si parla di 30-35 milioni di euro) è proibitivo. L'Atalanta, se i parametri e il modus operandi non cambieranno come dichiarato dall'amministratore delegato, può davvero investire certe cifre per un giocatore di fascia?

Detto che un colpo importante, magari in attacco - da sempre il reparto che più stuzzica la fantasia di Gasperini -, ce lo aspettiamo un po' tutti, la curiosità più grande è capire come il nuovo dirigente gallese si muoverà su un mercato che conosce molto bene (non opera però solo su quello, ovviamente) andando a individuare obiettivi importanti con un budget da Atalanta. Ci sono giovani meno conosciuti che possono fare al caso della Dea? Si punterà su qualche elemento da rilanciare? Quanto si può investire in reparti dove in passato sono arrivati ragazzi come Gosens e Hateboer, che non sono costati nemmeno 1 milione a testa e dove l'investimento più oneroso è stato Maehle a 11 milioni? Tante domande, un'estate (e una nuova Dea) per avere risposte. Buon lavoro.

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