Parola del mister

Gasperini ne è certo: «Napoli gara ideale per non pensare al Real». Maehle in dubbio

Conferenza stampa del tecnico dei nerazzurro al Centro Bortolotti di Zingonia, si è parlato della gara con i partenopei e di Champions. Ancora problemi sulle fasce

Gasperini ne è certo: «Napoli gara ideale per non pensare al Real». Maehle in dubbio
Atalanta 20 Febbraio 2021 ore 09:18

di Fabio Gennari

Una settimana di lavoro come non si era mai visto in questa stagione, due impegni di altissimo livello e la possibilità di continuare a stupire in una stagione che vede l’Atalanta ancora in lizza per tutte le competizioni. Conferenza stampa della vigilia del Napoli per mister Gasperini a Zingonia, il condottiero della Dea ha toccato diversi argomenti e ha confermato come la squadra sia pronta per il nuovo filotto di gare.

Mister Gasperini, vi aspettano Napoli e Real Madrid: come si fa a non pensare alla gara di Champions?

«Io penso che il modo migliore sia proprio avere una gara così importante come quella con il Napoli. Avremo tempo altri tre giorni poi per preparare quella, è il modo migliore per non pensarci troppo».

Ha avuto una settimana intera di lavoro, una novità per questa stagione…

«Ci siamo dovuti riabituare a fare una settimana piena di lavoro, direi che ci voleva. Abbiamo fatto una buona settimana cercando di recuperare tutti la miglior condizione. Adesso ci aspettano quattro gare di fila una dietro l’altra, torniamo a giocare con grande continuità».

Contro il Napoli, vista l’importanza della gara, dentro tutti i migliori?

«Cerchiamo sempre di metter in campo i migliori, al netto di acciacchi e fatica. Sarà così anche domani, stiamo tutti abbastanza bene e l’unico problema è Maehle che ha preso una contusione alla gamba e difficilmente lo recupereremo. Hateboer è un lungodegente, ora ha il piede bloccato e ne riparleremo tra dieci giorni: l’orizzonte temporale per lui è aprile. Per il resto, ci siamo tutti».

Che Napoli si aspetta?

«Mi aspetto un buon Napoli, come sempre. Squadra forte, hanno valori e qualità, il fatto di aver giocato due partite molto recenti ti permette di essere molto fresco anche nelle conoscenze di quello che va fatto. Domani si riparte da capo, abbiamo il pensiero e la voglia di fare bene in campionato: non è decisiva ma è molto importante perché siamo tutti appaiati».

I partenopei hanno tante assenze, anche il Real non è messo molto bene…

«A turno gli infortuni stanno capitando un po’ a tutti, il Napoli ha avuto senza dubbio sfortuna in precisi momenti ma stanno recuperando diversi elementi. Purtroppo fa parte del campionato, qualcosa senza dubbio toglie. Per il Real vedremo da qui a mercoledì».

La situazione rispetto all’andata è opposta: voi una settimana di lavoro senza impegni, loro invece hanno giocato giovedì a Granada.

«Speriamo che si ribalti la situazione a tutto tondo (ride, ndr). All’andata ci eravamo radunati quasi tutti il giovedì e il venerdì, giocando al sabato. Stavolta loro hanno dovuto giocare giovedì e giocano domani, effettivamente chi ha un carico di partite maggiore ha qualche difficoltà in più».

Muriel e Zapata faranno staffetta? Ha già deciso la formazione?

«Ovviamente l’ho già in mente, ma non la svelo. Abbiamo fatto 32 partite, Zapata ha giocato 31 volte e Muriel 29. Al netto del minutaggio, credo che tutti e due siano stati praticamente impiegati sempre».

Prima delle gare di Champions il vostro cammino non è stato molto positivo, la speranza è di svoltare?

«Sarebbe auspicabile, prima della Champions non abbiamo grandi statistiche ma posso assicurare che ora siamo sul pezzo. Adesso abbiamo sistemato la Coppa Italia, qualcosa abbiamo pagato per arrivare in fondo. Abbiamo due impegni, vogliamo andare in fondo a tutte le competizioni: abbiamo già fatto il record di punti all’andata, il cammino dell’Atalanta è già superiore a quello di qualsiasi altro anno. Io sono davvero soddisfatto così. A volte secondo me si nota poco rispetto ai numeri che abbiamo. Ora la lotta è serrata e siamo tutte lì nel giro di pochi punti. Prima della Champions abbiamo sempre cercato di fare il massimo, ora abbiamo la testa sul Napoli».

Prima del Torino ci aveva detto che la priorità era la Coppa Italia, ora è cambiato qualcosa e conta di più il campionato?

«Prima del Napoli la priorità era andare in finale, eravamo a una gara dall’ultimo atto di Coppa Italia. Per quello ho parlato così prima del Torino, ora siamo dopo una settimana “normale” quindi cambia un po’: sono due gare molto importanti quelle con Napoli e Real Madrid».

Che impressione le hanno fatto le gare europee della settimana?

«Impressione? La Champions è una competizione difficilissima. Si sono visti i risultati, ci sono tante squadre forti, non solo quelle che puntano a vincerla. Le partite sono molto giocate, la qualità è alta. Noi andremo a incontrare la più titolata al mondo. Chi gioca in quelle squadre è di altissimo livello».

Toloi da questa settimana è italiano, come lo ha visto dopo la bella notizia?

«È contento, penso cha sia una cosa meritata. A suo modo è un leader, anche se è un po’ silenzioso i compagni lo seguono molto ed è importante che sia papabile per la Nazionale di Mancini. Sarebbe un successo per tutti».

Un anno fa avevate le gare con Roma e Valencia, ora Napoli e Real: cosa cambia?

«È cambiato tutto. L’analogia esiste per il peso della partita, prima la Roma e ora il Napoli e poi Valencia con ora il Real Madrid. Ora siamo qui noi a caricarci, allora l’ambiente era totalmente diverso: con la Roma e il Valencia c’era un entusiasmo incredibile. Si passò da 30mila a 45mila presenti allo stadio in pochi giorni, nessuno poteva sapere cosa stava per accadere visto che il primo caso è del giorno dopo la sfida con il Valencia. Tutto il resto è un altro mondo».

A Cagliari avete vinto nel finale, non capitava da molto tempo…

«A volte ci vuole anche un po’ di fortuna. Noi abbiamo cercato il risultato fino alla fine, è un po’ che non succedeva di fare gol nei minuti finali, sullo 0-0 ci abbiamo provato ancora. È un bel segnale, in questo momento in campionato abbiamo magari un po’ di “garra” in più, come dicono i sudamericani. La giocata di Muriel è stata davvero importante».

Chiudiamo con un ricordo di Mauro Bellugi, ex calciatore scomparso oggi a 71 anni.

«Ho seguito le sue vicissitudini e il coraggio che ha dimostrato mi ha colpito. Si è comportato da vero atleta. Non l’ho conosciuto, lo ricordo come un grande giocatore dell’Inter e della Nazionale».

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