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Accoglienza dei profughi ucraini in Bergamasca, il vademecum con tutte le cose da sapere

Le Istituzioni del territorio hanno redatto un documento con presenti tutte le cose da sapere per ospitare le persone in fuga dalla guerra

Accoglienza dei profughi ucraini in Bergamasca, il vademecum con tutte le cose da sapere
Attualità 11 Marzo 2022 ore 18:08

Sin dalla scorsa settimana, Ats Bergamo ha attivato un sistema di accoglienza sociosanitaria per le persone in fuga dalla guerra in Ucraina e in arrivo nella nostra provincia. Con un comunicato diffuso oggi, 11 marzo, Ats stessa e le altre Istituzioni coinvolte nelle operazioni di accoglienza sul territorio hanno predisposto un vero e proprio "vademecum" di facile consultazione che possa essere utile per affrontare al meglio la situazione.

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Innanzitutto, per l’assistenza sanitaria è necessario che il cittadino ucraino, anche per il tramite della famiglia ospitante, dei Comuni o degli Ambiti Territoriali, compili il form reperibile QUI e condiviso tra Ats e Prefettura, accessibile anche dall’home page del sito istituzionale di Ats Bergamo. Attraverso i dati raccolti a seguito della compilazione del form, Ats contatterà il cittadino per una prima visita sanitaria fissando un appuntamento presso i seguenti centri delle Asst:

  • ASST Papa Giovanni XXIII presso la tensostruttura, Piazza OMS,1, Bergamo;
  • ASST Bergamo Est presso la Casa della Comunità di Gazzaniga (BG) in via Manzoni 130;
  • ASST Bergamo Ovest presso il PalaSpirà, via Sant'Antonio, Spirano (BG).

Invece, per quanto riguarda in particolare la tematica Covid-19, non è previsto un periodo di quarantena all’arrivo, ma entro 48 ore dall’ingresso è necessario effettuare un tampone. Il direttore sanitario di Ats Michele Sofia spiega: «Per il test basta recarsi gratuitamente e senza appuntamento presso il punto tampone dedicato ai profughi ucraini a Bergamo, in Borgo Palazzo, 130 – Padiglione 22, che sarà attivo da sabato 12 marzo, dalle ore 10 alle ore 12 da lunedì a sabato».

Dopo l’effettuazione di questo tampone, se negativo, i profughi di età superiore ai 6 anni dovranno indossare per cinque giorni le mascherine Ffp2. Se la persona risultasse positiva al Covid-19, invece, si applica l’isolamento obbligatorio e verranno fornite tutte le indicazioni necessarie direttamente in loco cioè presso il punto tampone. «Se il profugo ha un domicilio in cui è possibile garantire l’isolamento potrà restare là fino al termine della quarantena, diversamente Ats provvederà con la soluzione dei Covid hotel», aggiunge il direttore generale Massimo Giupponi.

In caso di necessità, il riferimento è emergenza.ucraina@ats-bg.it.

Maria Beatrice Stasi, direttore generale del Papa Giovanni, spiega che «nella struttura allestita all’esterno del piazzale del Pronto soccorso dell’ospedale di Bergamo mettiamo a disposizione due box, uno per gli adulti e uno per i bambini, dove verranno eseguite le visite mediche. Se il soggetto presenta una sintomatologia acuta per qualunque patologia, avrà accesso alle cure ospedaliere tramite il nostro Pronto soccorso. In caso invece di problematiche a carattere di cronicità verranno seguiti dal nostro servizio di infermieri di famiglia e di comunità e, se necessari, verranno programmati degli approfondimenti specialistici nei nostri ambulatori. Nella tensostruttura ci saranno anche i mediatori culturali. Chi lo vorrà, potrà ricevere il vaccino contro il coronavirus».

Ospitalità, alloggi e documentazione

Andando oltre il piano sanitario, invece, entro 48 ore dall’arrivo l’ospitante deve provvedere all’invio della dichiarazione di ospitalità reperibile QUI, e/o presso la home page del sito della Questura.

Nel caso in il cittadino ucraino viene ospitato nel Comune di Bergamo la dichiarazione andrà inoltrata all’indirizzo immig.quest.bg@pecps.poliziadistato.it; se ospitato nel Comune di Treviglio la dichiarazione andrà inoltrata all’indirizzo commissariatotreviglio.bg@poliziadistato.it, oppure comm.treviglio.bg@pecps.poliziadistato.it del Commissariato di Polizia di Stato di Treviglio. Infine, se ospitato in altri Comuni della provincia, l'Autorità locale competente è il sindaco e le dichiarazioni di ospitalità andranno inviate al Comune dove è ubicata l'abitazione che ospita lo straniero.

Ricordando che i cittadini ucraini sono considerati regolari per 90 giorni dall’ingresso, coloro che intendessero presentare una istanza di permesso di soggiorno, in base alla normativa vigente, devono richiedere un appuntamento presso l’Ufficio Immigrazione della Questura. Per evitare assembramenti, coordinare i servizi ed evitare attese vane, è necessario che l’appuntamento venga richiesto esclusivamente utilizzando il modulo predisposto dalla Questura, che dovrà essere trasmesso alla Questura dagli Ambiti Territoriali (attivati dai sindaci) o dal CIR (Consiglio Italiano per i rifugiati) all’indirizzo asilo.quest.bg@pecps.poliziadistato.it. L’appuntamento verrà fissato dall’Ufficio Immigrazione. La richiesta di appuntamento sostituisce la dichiarazione di presenza.

Si segnala, inoltre, che ai fini della predisposizione della documentazione necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno, il Consolato Generale d’Ucraina di Milano ha comunicato la  disponibilità a rilasciare un certificato di identificazione ai loro cittadini eventualmente sprovvisti di passaporto nonché ad inserire sui passaporti dei cittadini ucraini i figli minori degli anni 16 sprovvisti di documenti.

Raccolta beni

Com'è stato reso noto nei giorni scorsi, la Provincia di Bergamo ha assunto, di concerto con la Prefettura di Bergamo, il ruolo di coordinamento per la gestione degli aiuti legati all’emergenza Ucraina, sia in previsione dell'accoglienza dei civili in fuga dalla guerra che per le attività di supporto delle iniziative di raccolta beni da inviare nei territori colpiti.

L’obiettivo è essere di supporto ai territori, dando garanzie sullo stoccaggio e la destinazione di quanto conferito. A tal fine si sta costruendo un modello logistico che tenga nel medio periodo, coprendo l’intera Provincia; si sta lavorando per approntare sei punti di deposito per i beni provenienti dalle numerose iniziative già in corso e da quelle che verranno avviate a livello locale, a opera di Enti, Associazioni e cittadini. Questo consentirà di predisporre i viaggi e le consegne dove si renda via via necessario in Italia come all’estero, dopo valutazione coordinata dalla Provincia.

Ciascuno rimarrà libero di operare liberamente e autonomamente, ma per tutto ciò che si muoverà nella rete provinciale vi sarà garanzie di presidio della Protezione Civile, trasporto e consegna trasparente e condivisa ai più alti livelli istituzionali. Ai soggetti che vorranno appoggiarsi verranno fornite istruzioni e materiali per confezionare e dividere i materiali raccolti. Modi e tempi saranno comunicati appena la rete sarà operativa.

Indicativamente, si sta immaginando una copertura di questa natura:

AREA NORD-OVEST: Valle Brembana, all'incirca in zona San Pellegrino;

AREA NORD-EST: Valle Seriana, all'incirca in zona Albino;

AREA CENTRO-OVEST: Zona Dalmine-Stezzano;

AREA CENTRO-EST: Zona Trescore-Chiuduno;

AREA SUD-OVEST: Zona Treviglio;

AREA SUD-EST: Zona Romano di Lombardia.

Al tavolo di emergenza provinciale si è convenuto di non inserire nella rete di raccolta istituzionale i farmaci, la cui gestione è complessa e delicata. Per questo settore, evidentemente di primaria importanza, si rimanda alle iniziative proposte da Croce Rossa Bergamo, disponibile a ricevere e gestire quanto già raccolto. La rete provinciale invece raccoglierà dispositivi da medicazione (lacci emostatici, cotone idrofilo, siringhe, fili per cucire, cannule, pinzette chirurgiche, materiale di pronto soccorso come cerotti, bende, pomate). I riferimenti istituzionali sono i consiglieri provinciali Damiano Amaglio (damiano.amaglio@provincia.bergamo.it) quale coordinatore del tavolo d’emergenza provinciale e delegato alle Associazioni, e Massimo Cocchi (massimo.cocchi@provincia.bergamo.it) per la competenza di Protezione Civile.

Istruzione

Ultimo capitolo, ma certo non meno importante. All’atto dell’iscrizione, il genitore o il tutore comunica i dati anagrafici dell’alunno e presenta i documenti in suo possesso. La scuola è tenuta ad accertare se sono state praticate agli alunni le vaccinazioni obbligatorie, richiedendo la presentazione della relativa certificazione. Se il minore ne è privo, la famiglia o il tutore può rivolgersi ai servizi sanitari perché definiscano la situazione vaccinale ed eseguano gli opportuni interventi sanitari, se necessari.

La scuola richiede poi la presentazione di adeguata certificazione (pagelle, attestati, dichiarazioni ecc.) che specifichi gli studi compiuti nel Paese di origine. In mancanza di certificazioni, richiede ai genitori o al tutore informazioni in merito alla classe e al tipo d’istituto precedentemente frequentato. L'iscrizione può essere richiesta in qualunque periodo dell'anno scolastico. Nel caso di iscrizione in corso d’anno, è possibile che la scuola alla quale si è rivolto il genitore o il tutore abbia raggiunto il numero massimo consentito di allievi per classe in tutte le sezioni, e dunque non abbia più posti disponibili per iscrivere un ulteriore alunno, straniero così come italiano. In tale caso, la scuola si adopera, in accordo con le altre istituzioni scolastiche del territorio, affinché il minore possa trovare accoglienza presso altro istituto.

I minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa (non oltre quella immediatamente inferiore o superiore), tenendo conto:

  • dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno;
  • dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno;
  • del corso di studi seguito dall’alunno nel paese di provenienza;
  • del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno.

Nel caso di alunni quindicenni o che abbiano già svolto un percorso scolastico di almeno otto anni, il minore va orientato verso la scuola secondaria di secondo grado, ricorrendo eventualmente alla mediazione del Centro territoriale per l’Inclusione.

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