L'udienza

Omicidio di Grumello, chiesti 24 anni di carcere per El Makkaoui

La parte civile ha chiesto ottocentomila euro di provvisionale, la difesa di togliere l'aggravante dei futili motivi

Omicidio di Grumello, chiesti 24 anni di carcere per El Makkaoui
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L'accusa ha chiesto 24 anni di carcere per Hamedi El Makkaoui, detto Luca, il tunisino a processo per l'omicidio dell'imprenditore Anselmo Campa, avvenuto a Grumello del Monte il 19 aprile 2022.

Le richieste di parte civile e difesa

L'udienza si è tenuta stamattina (lunedì 12 giugno) e, come riportato da L'Eco di Bergamo, la parte civile ha chiesto ottocentomila euro di provvisionale, mentre la difesa ha domandato l'esclusione dell'aggravante per futili motivi e il minimo della pena, considerando che l'imputato è reo confesso. Il prossimo passaggio sarà il 30 giugno.

In aula anche l'omicida di Campa, che ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni: «Non posso chiedere perdono, ma scusa: ho un senso di colpa, soprattutto nei confronti della mia ex che ha vissuto questa vicenda come una sua responsabilità - ha dichiarato El Makkaoui in tribunale -. La colpa non è sua, ma è mia. Anselmo mi ha trattato come un figlio, e ancora non ho capito come possa essere accaduto. Non posso chiedere perdono ma scusa per il dolore che ho causato».

Le dinamiche dell'omicidio

Secondo quanto ricostruito dalle indagini e tramite la confessione dell'imputato, a scatenare la furia di El Makkaoui sarebbe stato il rifiuto dell'imprenditore di dargli cinquecento euro. Il tunisino glieli aveva chiesti dopo aver saputo che l'uomo, padre della sua ex ragazza, aveva deciso di vendere la macchina che gli aveva dato in comodato d'uso, per la quale l'assassino avrebbe versato a rate già cinquemila-seimila euro.

La discussione aveva avuto luogo nell'appartamento di Campa e, subito dopo, ne era nato un litigio nel corso del quale Luca aveva afferrato un martello, colpendo ripetutamente la vittima. Poi se n'era andato, buttando l'arma del delitto e i vestiti sporchi di sangue in una zona in riva al fiume Oglio. nei giorni successivi, gli investigatori lo avevano interrogato e, alla fine, aveva ceduto confessando il delitto.

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