Cronaca
L'ora della ripartenza

Breve e utile riassunto di quel che si potrà fare e non si potrà fare dal 4 maggio

Quali sono i «congiunti» che si potranno andare a trovare? Servirà ancora l'autocertificazione? Si potrà andare dove si vuole a fare la spesa?

Breve e utile riassunto di quel che si potrà fare e non si potrà fare dal 4 maggio
Cronaca 01 Maggio 2020 ore 09:20

di Andrea Rossetti

Ci siamo: il 4 maggio l’isolamento coatto a cui ci ha costretti negli ultimi due mesi il virus finisce. Anzi, non proprio. Lavorativamente, per tanti, sì; socialmente parlando, invece, manco per niente. Sarà infatti una “fase 1,5” più che una vera “fase 2”, dato che molte attività commerciali resteranno ancora chiuse e che i nostri spostamenti saranno ancora limitati. L’annuncio delle novità è stato dato la sera di domenica 26 aprile dal premier Giuseppe Conte. Per la chiarezza, però, s’è dovuto attendere. Il nuovo decreto, infatti, è riuscito a essere ancor più fumoso dei precedenti in diversi passaggi, tant'è che meno di 24 ore dopo il discorso del presidente del Consiglio, fonti interne di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che sarebbero presto arrivati, sotto forma di circolari o di risposte alle domande più frequenti dei cittadini (le cosiddette FAQ), chiarimenti.

Congiunti, affetti stabili e amici veri. Cioè?

La domanda più ovvia che tutti si sono posti, naturalmente, è una: dunque dal 4 maggio posso tornare ad andare liberamente dove voglio, pur con tutte le precauzioni del caso? No. L’autocertificazione, quel documento diventato ormai un prolungamento della nostra anima, resta infatti necessaria. E, con essa, anche le giustificazioni per i nostri spostamenti: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute. A queste opzioni, però, se ne aggiunge una quarta: la visita ai «congiunti». Anche questa volta, i legulei in quel di Roma ci hanno messo del loro per complicarci la vita. Il termine “congiunti”, infatti, non ha una definizione legale ben chiara. Per qualcuno comprende soltanto i parenti (sì, ma fino a che grado?), per altri anche partner e amici.

Palazzo Chigi, come detto, ha poi precisato: «Per congiunti s’intendono parenti, affini, coniugi, conviventi, ma anche fidanzati e affetti stabili». Ok, perfetto. Ma, di preciso, quali sono gli «affetti stabili»? E chi valuterà la stabilità di un affetto? Mentre sui social si è scatenata l’ilarità tra battute e meme, il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, il 29 aprile, ha provato a fare ulteriore chiarezza: «Anche gli amici sono affetti stabili. Purché siano amici veri». Tutto chiaro, no?

Servirà l’autocertificazione?

Fatta chiarezza (si fa per dire) sul tema dei congiunti (diciamo che il buon senso di ognuno di noi ci pare la cosa migliore a cui appellarsi), si passa alla questione dell’autocertificazione. Molti, infatti, si sarebbero aspettati la pubblicazione di un nuovo modulo da parte del Viminale data la nuova opzione degli spostamenti per far visita a parenti, fidanzati, amici e altri affetti stabili. Invece, come detto, così non è: resterà valido il modello del 26 marzo e in caso vi muoveste per andare dai genitori o dalla vostra dolce metà, dovrete barrare la voce «situazione di necessità» e indicare l’opzione «urgente assistenza a congiunti», anche se non c’è alcuna urgenza. Questioni di tutela della privacy, infatti, non rendono necessario l’indicazione del nome del congiunto che si sta andando a visitare e le forze dell’ordine, in caso di controllo, non possono chiederlo. Dunque cambiare tutta la modulistica sarebbe stato inutile.

Si potrà spostarsi tra regioni?

Quanto detto fino ad ora vale per i movimenti all’interno del territorio regionale in cui ci si trova. Come oggi, anche dal 4 maggio, saranno poi vietati gli spostamenti da una regione all’altra, a meno che non ci siano comprovate esigenze lavorative o motivi di salute. In altre parole, se avete un congiunto in un’altra regione non potrete andare da lui. Sarà invece permesso lo spostamento da una regione all’altra per quelle persone che devono fare rientro alla loro residenza o al loro domicilio e che erano state bloccate dai precedenti decreti.

E le seconde case?

Un altro tema che ha fatto, almeno inizialmente, molto discutere è quello legato al trasferimento nelle proprie seconde case (purché, ovviamente, nella stessa regione di residenza). Nel decreto attualmente in vigore, infatti, è contenuto un divieto esplicito a recarsi nelle seconde case, mentre nel testo del Dpcm valido dal 4 maggio il divieto non c’è. Anche in questo caso Palazzo Chigi ha dovuto fare un chiarimento: nelle seconde case non ci si può ancora andare.

Dove si potrà fare la spesa?

Altro tema particolarmente caro agli italiani è quello della spesa. Attualmente, infatti, l’indicazione governativa è di farla nel punto vendita del proprio comune più vicino a casa. Una regola che ha portato a diverse multe, a scontri tra Amministrazioni comunali e a tante proteste, ma che il Governo ha deciso di non cambiare. Anche dal 4 maggio, dunque, si potrà fare la spesa soltanto nei punti vendita più vicini alla nostra abitazione e, possibilmente, nello stesso territorio comunale in cui ci si trova.

Si potrà fare sport?

Vi ricordate i giorni della “caccia ai runner”? Be’, sono finiti. Dal 4 maggio gli appassionati della corsa potranno tornare a zompettare anche lontani da casa, dato che non ci sarà più il limite dei 200 metri massimi di distanza dalla propria abitazione. L’importante sarà restare per lo più nel territorio del proprio comune di residenza e andare da soli; se in coppia, invece, bisognerà mantenere una distanza di due metri dall’altra persona (attenzione: non uno, due). In ogni caso, se si esce a correre non servirà portare con sé l’autocertificazione. Questo vale anche per le passeggiate, sebbene in questo caso la distanza da mantenere dalle altre persone sia di un solo metro. Tutto ciò vale pure per gli amanti della bicicletta, che dovranno però evitare di muoversi in gruppo. Nel dubbio, comunque, suggeriamo di portarsi comunque dietro l'autocertificazione. Non si sa mai.

Si potrà andare in montagna?

Se già state pregustando un’escursione su qualche bella vetta, ci spiace deludervi: a meno che non abitiate in un comune di montagna, per le gite fuori porta bisognerà ancora attendere. Essendo infatti concessa l’attività fisica (e quella motoria, dato che il Governo le distingue) soltanto nei comuni di residenza, potranno godere delle passeggiate nei boschi e sulle vette soltanto coloro che abitano in quelle zone.