Fonti finanziarie

Ubi, colpo di scena: Bosatelli avrebbe venduto 1,1 milioni di azioni dopo l’offerta di Intesa

Ubi, colpo di scena: Bosatelli avrebbe venduto 1,1 milioni di azioni dopo l’offerta di Intesa
24 Febbraio 2020 ore 16:56

Colpo di scena nella vicenda dell’offerta di Intesa per l’acquisizione di Ubi Banca. Stando a quanto riferito dall’agenzia Lapresse, Domenico Bosatelli, patron di Gewiss e primo azionista privato di Ubi, poco dopo l’offerta pervenuta da parte di Intesa (pari a quasi cinque miliardi di euro), con le azioni schizzate a livelli decisamente elevate, avrebbe dato mandato alle sue società di vendere 1,1 milioni azioni Ubi in suo possesso.

Una mossa decisamente a sorpresa, che se confermata farebbe scendere il capitale di Ubi detenuto dal Car (Comitato azionisti di riferimento) al 17,7 per cento del totale. Proprio il Car si era riunito giovedì scorso, 20 febbraio, e aveva definito «ostile e inaccettabile» l’offerta di Intesa. Una posizione che, a titolo personale, Bosatelli aveva rimarcato anche il giorno seguente, in occasione della conferenza tenuta per mostrare alla stampa i progressi del cantiere di costruzione di Chorus Life. «Al di là del alto economico, a me sta a cuore il lato sociale di Ubi – aveva dichiarato il patron della Gewiss -. Come semplice azionista, giudico inaccettabile l’offerta. Ubi è un po’ la “mucca Carolina” del nostro territorio e non voglio che sia fatta a pezzi». Se quanto riferito da Lapresse si rivelasse fondato, quando ha fatto quelle dichiarazioni Bosatelli aveva già venduto le sue azioni di Ubi. Una situazione che potrebbe accendere su di lui i fari della Consob, anche solo per chiarire la sua posizione e le tempistiche delle dichiarazioni fatte su una società quotata in Borsa.

Nel frattempo, è stata rinviata a data da destinarsi la riunione del Sindacato azionisti di Ubi (che detiene l’8,4 per cento del capitale della banca) che avrebbe dovuto tenersi oggi, 24 febbraio, per valutare l’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo sull’istituto. Si tratta probabilmente di una misura precauzionale per la diffusione in Lombardia del Coronavirus.

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